Nell'immaginario appartiene ad un mondo lontano a tal punto che dichiarare in pubblico un viaggio verso la meta "esotica" pone un profondo dilemma: Bari? No Bali!
In tempo di crisi pianificare un tale viaggio può apparire, anzi è un privilegio ed è per tale motivo che l'incomprensione è più che mai sensata.
Definirlo un privilegio è un'errata interpretazione di scelte vitali che si identificano con le soggettive priorità. La vita è un viaggio spazio-temporale in cui la conoscenza impreziosisce le singole esperienze ed il "viaggio" è alla base di questo percorso. Non è un esperienza da confinare in un periodo della vita e se si rinuncia, si rinuncia alla vita stessa.
A tal proposito viaggiare quando si è giovani, puó essere molto eccitante perché va di pari passo con l'assenza di responsabilità, ma vi assicuro che farlo con delle "responsabilità" aggiunge un sapore nuovo soprattutto se queste sono una famiglia con due figli piccoli.
Il viaggio diventa transgenerazionale e si trasforma nella cosa più faticosa e bella che vi possa capitare.
L'Atipico diventa normale e consacra la vita, come normale è che una coppia di musulmani sul nostro volo, all'altezza di Bari prega verso La Mecca.
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